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1958-1998, 40 anni di musica, balli, incontri sotto le due torri (ma proprio sotto)
Il locale è posto a 20 metri dalle Due Torri che sono, oltre che il simbolo di Bologna, anche il punto inteso dai bolognesi come "il centro" per antonomasia.
E' anche il più vecchio della città, infatti ricorreva nel 1998 il 40° anniversario.
Quando aprì nel 1958 si chiamava "Whisky a go-go". Il nome rende benissimo l'idea della moda, importata dagli Stati Uniti, di quegli anni. Infatti era costume acquistare una bottiglia di whisky e tenerla in appositi armadietti che il locale forniva, consumandola poi a piacere durante una o più serate.
Inoltre, in perfetta linea con le tendenze di allora, (vedi il più famoso Piper di Roma), la musica era esclusivamente dal vivo e tra i gruppi che vennero a suonare ricordiamo: i Giganti, Mal e i Primitives, i Rockets, Patty Pravo, ecc. e cosa che pochi sanno, ma che è un'esclusiva nazionale, anche Jimi Hendrix.
Verso la metà degli anni sessanta, essendo allora dotato di ristorante, lancia la moda della spaghettata di mezzanotte, riscontrando subito un grande successo essendo Bologna, da sempre, città di "biasanot" (viveurs notturni appunto). Poi cambia nome in Champagne Club, e si trasforma più in una sorta di night-club nel senso che diviene più raffinato anche a livello di arredamenti, pur mantenendo sempre i connotati di sala da ballo.
Passa poi un periodo in cui si chiama "Pubsi", più locale diurno che notturno, essendo eletto luogo di ritrovo obbligato per ragazzi e ragazze che "marinavano" la scuola (erano gli anni settanta e quella era la moda che imperversava).
Dal 1975 diventa Kinki, ma anche il locale "only man". E' un mondo non molto diverso. Le serate si alternano tra musica mixata e performance live. Tra gli abituè del palco troviamo Loredana Bertè, Cristiano Malgioglio, Marcella Bella, Rossana Casale e Luciana Turina che, parole sue, qui ha vissuto momenti bellissimi, e torna sempre volentieri quando si trova nei paraggi.
Dai primi anni ottanta si apre ad un pubblico più eterogeneo, assume la dimensione del club e tantissimi personaggi famosi italiani e stranieri vengono in veste privata per passare la serata.E' sempre in classifica come miglior club italiano su "I.D" rivista molto conosciuta inglese, ed è sempre segnalato su tutti i magazine europei proprio perché la sua struttura (essendo sotto terra con arredamenti minimalisti è underground per definizione) ne fa un club all'altezza di quelli europei.
Da Londra, Amsterdam, Parigi, Barcellona arrivano gruppi per conoscere il locale e fare gemellaggi. Viene citato in un libro di Pier Vittorio Tondelli (un week-end post moderno pag. 176), in "non ci resta che Hollywood" della emergente Deborah Montagnani, su varie riviste di moda e di costume (anche Vougue Australia), e una foto scattata nel locale diviene la copertina del libro che è diventato il caso letterario dell'anno 1995, il libro si intitola "fluo" la scrittrice e Isabella Santacroce.
Nel marzo 2004 esce "Come un pugno di farina" di Marco Ganzetto giovane e promettente scrittore che racconta una storia molto vera e tenera che si svolge intorno al Kinki degli anni ottanta.
Il locale è attivamente impegnato nella lotta all'A.I.D.S.
e collabora con la L.I.L.A. di Bologna e l'associazione "ICARO"
cedendo spazi nei quali vengono distribuiti materiali conoscitivi per
la prevenzione, profilattici, numeri ed indirizzi di strutture dove poter fare
il test e/o trovare assistenza.
Come raggiungerci
Il Kinki è a Bologna, in via Zamboni 1
a circa venti metri dalle Due Torri, nel pieno centro storico della città.
